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[W.I.P.] Guida all’acquisto della prima chitarra elettrica
di Yuri Refolo – yurirefolo@scuoladimusica.org

A chi si rivolge la guida

Rapidamente:
ai principianti dello strumento elettrico.

Questa guida si rivolge al chitarrista elettrico principiante che desidera acquistare uno strumento nuovo: spesso si tratta di ragazzini che vuoi o non vuoi devono fare i conti con le tasche dei genitori… si tratterà quindi di una guida volta all’acquisto di strumenti economicamente abbordabili ai più. Ovvio, se non sussistono problemi economici non ci sono problemi ad iniziare con una Gibson del ’70, eh… (a chi storce il naso: no, non ci sono. Iniziare con uno strumento scarso NON aiuta. E’, però, inevitabilmente, una pratica statisticamente diffusa).

Falsi miti

Rapidamente: no, non deve cominciare prima con la classica poi passare all’acustica poi all’elettrica. Sono strumenti diversi. Può iniziare con l’elettrica direttamente.

Uno dei falsi miti in circolazione è che uno che vuole iniziare a suonare la chitarra elettrica debba per forza passare prima per la classica, poi per l’acustica infine, come ricompensa per l’arduo cammino, approdare alla tanto sudata e sognata elettrica. Il comico Giacobazzi e Fantozzi darebbero un commento simile a quello sulla Corazzata Potemkin. Per carità: la postura, il repertorio, la tecnica di ognuno di questi strumenti è un mondo a parte. In comune hanno giusto il fatto che sono chitarre e le posizioni sulla tastiera sono simili (ma anche lì potremmo dirne mille). Quindi, NO: NON SI DEVE COMINCIARE SULLA CLASSICA. Quindi, sì: SI PUO’ COMINCIARE DIRETTAMENTE SULL’ELETTRICA.

Budget previsto

Rapidamente: al momento in cui scrivo, gennaio 2009, gli “sponsor” calcolino 200 euro circa per una chitarra e 100 euro per l’ampli, NON OPZIONALE.

Il primo elemento da tenere in considerazione è il budget disponibile. Al momento in cui scrivo, gennaio 2009, per il principiante sono disponibili sul mercato buoni strumenti a cifre veramente abbordabili: per quello che è la mia esperienza personale suggerisco tuttavia di non scendere sotto i 200 euro. Chitarre di prezzo inferiore infatti rischiano di essere prodotte con noncuranza per quei dettagli che la rendono, come minimo… suonabile: in capo a due mesi, quindi, si rischia di spendere altre cinquanta euro tra cantini che si rompono, regolazioni dal liutaio (che comunque, per quanto bravo, non può trasformare l’acqua in vino…), accordature approssimative e fret che non ne vogliono sapere di stare dentro al manico…

Spesso ci si dimentica, inoltre, di considerare nella spesa un buon amplificatore. Non è negli scopi di questa guida la spiegazione delle caratteristiche tecniche di un ampli da studio decente: mi preme semplicemente ricordare che la chitarra elettrica da sola non suona, è MUTA: la chitarra elettrica per suonare necessita di un amplificatore. Senza ampli la chitarra è come un computer senza schermo! Indicativamente, sempre stando alle mie esperienze personali, calcolate una spesa attorno ai 150 euro (al momento in cui scrivo, gennaio 2009) per un 20w per uso “casalingo” e per qualche piccola prima prova con gli amici.

Documentarsi prima!

Rapidamente: conviene, sempre, saperne il più possibile prima di acquistare qualcosa. Qui di seguito indicazioni utili su dove e come documentarsi.

Una ottima guida proposta su un ottimo sito, http://www.guidaacquisti.net/strumenti-musicali/chitarra-elettrica.html , sottolinea un aspetto importante legato all’acquisto di questo strumento: la documentazione! Consiglio vivamente di leggere articoli in rete, leggere riviste e giornali, farvi un’idea dei parametri con i quali fare una radiografia completa dello strumento che vi attira! Non fermatevi alla guida che state leggendo: in rete è pieno di forum, newsgroup, chat e siti vari dove poter documentarsi, facendo domande e ricevendo informazioni GRATIS. Tenete ovviamente presente eventuali insegnanti, conoscenti esperti, negozianti, che vi daranno idee e suggerimenti per il vostro acquisto.

Io generalmente, per ogni acquisto legato alla musica, mi comporto come segue.

1.ne valuto l’opportunità (inutile che mi compro una workstation Korg se non mi serve a niente; inutile che compriate una chitarra elettrica se poi non la usate. Farà ridere e sembrerà lapalissiano ma tante scelte sono fatte un po’ così, senza pensarci troppo su… e poi se ne pagano le conseguenze).

2.Valuto le disponibilità economiche (almeno finchè il vil denaro varrà qualcosa su questo pianeta). Per parecchi mortali una Buscarino resterà inarrivabile per molto tempo.

3.Cerco se possibile qualcuno nelle vicinanze che mi possa far provare quello che voglio comprare, un negozio, un conoscente o anche uno sconosciuto se possibile.

4.Rubo qualche depliant dove possibile: il cartaceo è utilissimo per assimilare informazioni utili, soprattutto in alcuni luoghi chiave della casa (…).

5.Mi fiondo su google a leggere il leggibile sullo strumento.

6.Vado su http://www.harmony-central.com/ e cerco la recensione fatta dagli utenti del mio modello.

7.Cerco su http://www.mercatinomusicale.com/ ed ovviamente su http://www.ebay.it/ se ci sono offerte valide, scartando con criteri che non posso star qui ad elencare perchè troppo complessi da descrivere… fatevi aiutare da qualcuno esperto di acquisti online.

8.Se convinto dell’acquisto, faccio il giro dei negozi qui vicino e comparo prezzi, garanzie sull’acquisto, velocità nella consegna, disponibilità del negoziante, supporto post vendita, convenienze varie.

E’ la VOSTRA chitarra, non la mia

Rapidamente:
immancabile il fratello, il cugino e l’amico che suonano e che “te fidati che te la faccio comprare io la chitarra buona e ti faccio bene”. Per carità. La chitarra la deve suonare il brufoloso ragazzino, non il fichissimo parente che lui lo sa, lui, come si deve fare per comprare uno strumento. Quindi, per i genitori o gli “sponsor” vari: documentarsi, ok. Suggerire, ok. Accettare suggerimenti, ok. Limitare il budget, ok. Ma poi la chitarra deve essere scelta dal suo padrone, posto che non sia il contrario.

SUGGERIMENTO:
Non fidatevi di nessuno… nemmeno di me! :D … e non scherzo: per quanta esperienza possa avere il musicista a cui vi affidate per consigli, sarà inevitabilmente influenzato dai SUOI gusti, dalle SUE esperienze quindi dal SUO punto di vista. Che NON è il vostro! Un parametro oggettivo è un parametro oggettivo: il cedro suona più scuro dell’abete. Evabbé, su questo c’è poco da obiettare. Un humbucker suona più potente di un single coil. Ok, anche qui difficilmente si troveranno eccezioni (ma si trovano, si trovano…). Ma alla storica, drammatica domanda “mi compro una Stratocaster o una Gibson?” NON C’E’ RISPOSTA. Mettetevi il cuore in pace. L’unica è andare in negozio dopo aver valutato tutto il valutabile, pigliare in mano l’una e l’altra e poi mettere mano al portafoglio e portarsi a casa quella che piace di più. E fregarsene dei commenti di eventuali detrattori: se la scelta è ponderata e giustamente miscelata con l’istinto (il “sentore” che “quella” sia la “vostra chitarra”), ottimo. Avete fatto la scelta giusta.

Arrivare preparati

Rapidamente: studiate qualche passaggio che comprenda accordi, scale ed arpeggi il più possibile estesi sulla tastiera per poter confrontare sullo stesso piano i vari strumenti.

Avere sotto mano qualche passaggio, anche semplice, che consenta di confrontare le varie chitarre che provate sotto vari punti di vista è sicuramente un metro valido di paragone. Un arpeggio su una chitarra può suonare più “scuro”, più “chiaro” o semplicemente “più difficile” ma, magari genericamente ed istintivamente (o emotivamente, come volete), “più bello”. Consiglio di provare le tre tecniche principali da applicare sullo strumento: accordi, scale ed arpeggi. Sarebbe buona cosa provarli su tutta l’estensione della tastiera. Basta anche solo una semplice scala ionica, un accordo minore ed uno maggiore suonati arpeggiati e non, magari con un minimo di ritmica, anche semplicissima (alla “Bennato”, per intenderci). Magari imparate anche l’inossidabile “Smoke On The Water” dei Deep Purple per sentire la risposta ai power chords distorti. Ovviamente questa prova può esser fatta da chi ha qualche giornata di studio alle sue spalle (è più facile di quello che pensate).

Parametri tecnici

Rapidamente: [qui gli aspetti sono tanti ed una risposta rapida serve a poco: tenterò comunque, per chi non ha tempo o pazienza di leggere, una sintesi, inevitabilmente imprecisa, non esaustiva ed assolutamente criticabile. I termini tecnici vengono spiegati qui sotto, in ogni caso.] No floyd rose, sì ponte mobile; meglio se 24 tasti ma assolutamente non indispensabili; non deve ronzare se attaccata ad un ampli a medio volume (ma le entry level ronzano quasi tutte), l’action deve essere bassa ed in ogni caso non esagerata agli ultimi tasti; le corde non dovrebbero (ma le chitarre entry level sono quasi tutte così) essere affossate nelle scanalature del capotasto ma giusto appoggiate; le meccaniche non dovrebbero avere gioco; meglio a finitura naturale che verniciata (ma anche qui… sarà dura); meglio se con custodia (idem); meglio se con humbuckers e single coil insieme; meglio evitare forme tipo FlyingV; occhio al manico, non deve essere storto o svirgolato; se usata i tasti non devono essere scavati (spostate le corde per vederlo). Infine, importantissimo: lasciate perdere l’aspetto e concentratevi su suono e suonabilità.

Vediamo quindi quali sono gli aspetti pratici sui quali posare occhio ed orecchio. Ora, innanzitutto consiglio di prenderla in mano e suonarla. Tutto quello che descriverò qui sotto sarà immediatamente disponibile al vostro cervello sotto forma di sensazioni di vario tipo (tattili, uditive, visive e, non scherzo, anche olfattive). Possiamo ora passare ad analizzarle nel dettaglio.

Innanzitutto la cosa che più risulta scomoda per un principiante è la distanza tra corde e tastiera, chiamata action. L’ideale sarebbe che, premendo la corda al XII° tasto (dove spesso ci sono i due pallini), la distanza tra corda e V° tasto fosse meno di un millimetro. Spesso non è così e non c’è tanto da fare: le chitarre entry level (cioè per i nostri principianti) sono spesso scadenti sotto questo punto di vista. Si tratta comunque di regolazioni che possono essere fatte fare da un liutaio con una cifra indicativamente sotto i 50 euro.

Le corde inoltre non dovrebbero essere affossate nel capotasto, anche se molti costruttori utilizzano questa tecnica per evitare risonanze indesiderate (che invece non dovrebbero aver luogo se si avesse un po’ più di cura nella progettazione dello strumento). Pace, anche qui spesso tocca accontentarsi.

Altra cosa sulla quale accontentarsi è la finitura: trovare una chitarra entry level non laccata o verniciata è quasi impossibile ed i newbie (ossia i nostri principianti) brufolosi spesso le considerano “robe da vecchi”. Anche qui: pace. Ma se riuscite a convincere vostro figlio a prendere una chitarra con legno a vista, avete fatto un affare (fermi restanti gli altri parametri): il legno non verniciato risuona molto meglio di uno verniciato.

Un problema storico è quello dei pickup, ossia quelle barrette poste sul corpo dello strumento e posti sotto le corde: humbucker o single coil? Gli humbucker sono quei pickup “doppi” che per le loro caratteristiche costruttive (che non descriverò qui) sono più potenti e ronzano di meno. I single coil (quelli “normali”, grossi la metà degli humbucker) ronzano di più e sono meno potenti ma non fatevi ingannare: in musica più potente o meno potente non significano “meglio” o “peggio”. L’ideale sarebbe che avesse, minimo, sia un humbucker (generalmente quello al ponte) sia un single coil per poter sperimentare le due sonorità. Dettaglio tecnico importante: un humbucker può essere splittato (ossia “diviso”) per suonare “la metà”, ma il suono è completamente diverso da quello di un single coil, non lasciatevi fregare.

Altro problema storico: Floyd Rose, ponte mobile o ponte fisso? Io (IO, non per forza VOI) scelgo: ponte mobile non Floyd Rose.

Ora, per evitarvi una spiegazione tediosa su cosa sia il floyd rose, cercate su Google, Google Immagini e Google Video queste tre parole: “Floyd Rose”, “Tune-O-Matic” e “ponte chitarra”. I risultati che visualizzerete varranno più di mille spiegazioni raffazzonate in un trafiletto di mezza pagina.

Dicevo: per quel che è la mia esperienza, il Floyd Rose per un ragazzino alle prime armi è un dramma. Cambi le corde da .009 a .010 e ti si alza. Spesso (troppo spesso) per accordare devi svitare con la brugola il bloccacorde. Se non è un buon Floyd Rose ogni volta che usi la leva non ti torna in posizione ed hai la chitarra scordata. Se non è un buon Floyd Rose (ossia se è un floyd rose, in minuscolo, ossia non quello originale ma quello su licenza o una delle tante copie) va fattto rettificare spesso perchè il punto d’attacco della parte flottante si stonda… per carità. Se si vuole giocare con la leva, ben venga un ponte mobile dei tanti in uso sulle varie chitarre del globo. Sennò un tune-o-matic fisso e passa la paura.

Manico:
unica accortezza, che sia dritto e non svirgolato. Svirgolato significa “torto”, e non ho dimenticato una esse. Manici svirgolati sono praticamente impossibili da rimettere a posto e sono un po’ il marchio di fabbrica delle porcate più bieche di falegnameria musicale.

Tasti: ne esistono di tanti tipi ma non sto qui ora ad elencarli tutti. Vi basti prestare attenzione, nel caso di chitarre usate, che non presentino scanalature sotto le corde: se ci sono vanno fatti “rettificare”, ossia “limare” tutti ed è un lavoro del quale vale la pena valutare fattibilità e convenienza.

Ma quanti tasti deve avere una chitarra? Allora, sinteticamente: 24 fanno comodo per suonare alcuni assoli storici e per giocare con le ottave (se non sapete cosa sono, lo saprete tra qualche mese di studio) ma milioni di chitarristi sono andati avanti una vita con una 21 o 22 tasti senza che sia successo loro nulla di grave. Se ce ne sono 24 ben venga, ma se non ci sono non fatevene un cruccio: non deve essere questo il primo parametro sotto il quale valutare uno strumento.

Occhio alla forma:
in generale le chitarre hanno la sinuosa forma che tutti conosciamo, ma esistono anche strumenti come le FlyingV che possono attrarre i giovanissimi (e non): per acquistare una postura valida non sono propriamente il massimo. Ma anche qui è tutto relativo: se una chitarra del genere serve per far trovare la voglia di suonare ad una personalità tendenzialmente apatica, ben venga: è sicuramente il miglior acquisto possibile. Cum grano salis, diceva Don Camillo.

In generale: evitate se possibile l’acquisto di una chitarra bella. “Eh? Yuri, che diavolo dici?”… Non scherzo: fate in modo di considerare l’aspetto estetico il meno rilevante. Sarà anche bella, ma se ronza, non si accorda, ha la action alta un dito ed il suono di un bollitore, riderà ultimo il vostro vicino che si è comprato una seicorde brutta e scalcinata ma col suono di Gary Moore…

Conclusioni

Arrivati alla fine di questa guida spero abbiate più dubbi che certezze. Spero di aver stimolato la vostra curiosità e che alle domande che vi state ponendo sull’acquisto di uno strumento se ne aggiungano altre e poi altre ancora: non conosco infatti metodo migliore per acquistare uno strumento. Per altre domande quindi, consigli e suggerimenti, rimando al forum di scuoladimusica.org: http://www.scuoladimusica.orgforum o al mio indirizzo personale yurirefolo@scuoladimusica.org .

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One comment on “Guida all’acquisto di una nuova chitarra elettrica

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