La sostituzione di tritono: analisi di una interessante coloritura armonica

LA SOSTITUZIONE DI TRITONO
analisi di una interessante coloritura armonica

di Yuri Refolo

Alla base della sostituzione di tritono c’è il fondamentale principio di interscambiabilità tra accordi aventi la medesima funzione: ogni accordo puo’ essere sostituito con un altro avente stesso significato armonico senza che il senso fondamentale dell’armonia si alteri.

Anche la lingua parlata utilizza tecniche simili:

Mi piace il “Concierto de Aranjuez” di Rodrigo

Adoro il “Concierto de Aranjuez” di Rodrigo

In entrambi i casi è evidente l’apprezzamento per il famoso concerto per chitarra ed orchestra: il secondo, tuttavia, enfatizza il concetto già espresso. Questo è esattamente quello che succede nella sostituzione di tritono.
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Gli arpeggi: tra melodia ed armonia

Gli arpeggi
tra melodia ed armonia
di Yuri Refolo

Lo scheletro della melodia: l’arpeggio

L’arpeggio è il trait d’union tra la melodia e l’armonia: è infatti costituito solo da alcune note di una scala le quali, suonate contemporaneamente, generano l’accordo sul quale, appunto, quella scala si può suonare.

Torna indietro e rileggi la frase qui sopra :)

Uno dei principali problemi che si riscontra durante lo sviluppo di una improvvisazione è quello di “fare le note giuste”. Fermo restando che la parola “giuste” è assolutamente impropria in un contesto artistico, diremo subito che la soluzione è semplice: basta suonare le note dell’accordo, ossia quelle dell’arpeggio relativo alla scala d’origine!

In pratica:

se dalla scala Ionica di C (Do)

prendiamo fondamentale, terza, quinta e settima

troviamo l’arpeggio alla sua base.

Se suoniamo quelle note in contemporanea otteniamo un accordo ben preciso:

l’accordo di Cmaj7.

Ora, supponiamo di suonare questo accordo per quarti, così:

benissimo: abbiamo ottenuto una semplice formula di accompagnamento.

Su questa formula di accompagnamento possiamo inventarci una successione melodica qualsiasi!

Come fare a sapere, però, quali note ci stanno bene e quali no?
La risposta corretta sarebbe “suona tutte le note ed ascolta quali vanno bene e quali no”.

In realtà possiamo affidarci, come detto sopra, alle note dell’arpeggio, che essendo contenute nell’accordo sottostante, saranno sicuramente consonanti quindi “staranno bene” su di esso.

Provare per credere:

Se vi sembra che suonare solo le note dell’arpeggio sia riduttivo, provate a suonare questo:

Ricapitolando:

1) prendi una scala: con quella scala costruiremo melodia ed armonia
2) prendi la prima, la terza, la quinta e la settima nota della scala: hai formato l’arpeggio a lei relativo
3) prendi quelle note e suonale insieme: hai formato l’accordo a lei relativo
4) suona quell’accordo in maniera ritmica: hai formato un accompagnamento
5) sopra quell’accompagnamento suona l’arpeggio
6) divertiti ad inventare melodie con solo quelle quattro note “sicure” :)