mag 7

LA SOSTITUZIONE DI TRITONO
analisi di una interessante coloritura armonica

di Yuri Refolo

Alla base della sostituzione di tritono c’è il fondamentale principio di interscambiabilità tra accordi aventi la medesima funzione: ogni accordo puo’ essere sostituito con un altro avente stesso significato armonico senza che il senso fondamentale dell’armonia si alteri.

Anche la lingua parlata utilizza tecniche simili:

Mi piace il “Concierto de Aranjuez” di Rodrigo

Adoro il “Concierto de Aranjuez” di Rodrigo

In entrambi i casi è evidente l’apprezzamento per il famoso concerto per chitarra ed orchestra: il secondo, tuttavia, enfatizza il concetto già espresso. Questo è esattamente quello che succede nella sostituzione di tritono.
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mag 7

Gli arpeggi
tra melodia ed armonia
di Yuri Refolo

Lo scheletro della melodia: l’arpeggio

L’arpeggio è il trait d’union tra la melodia e l’armonia: è infatti costituito solo da alcune note di una scala le quali, suonate contemporaneamente, generano l’accordo sul quale, appunto, quella scala si può suonare.

Torna indietro e rileggi la frase qui sopra :)

Uno dei principali problemi che si riscontra durante lo sviluppo di una improvvisazione è quello di “fare le note giuste”. Fermo restando che la parola “giuste” è assolutamente impropria in un contesto artistico, diremo subito che la soluzione è semplice: basta suonare le note dell’accordo, ossia quelle dell’arpeggio relativo alla scala d’origine!

In pratica:

se dalla scala Ionica di C (Do)

prendiamo fondamentale, terza, quinta e settima

troviamo l’arpeggio alla sua base.

Se suoniamo quelle note in contemporanea otteniamo un accordo ben preciso:

l’accordo di Cmaj7.

Ora, supponiamo di suonare questo accordo per quarti, così:

benissimo: abbiamo ottenuto una semplice formula di accompagnamento.

Su questa formula di accompagnamento possiamo inventarci una successione melodica qualsiasi!

Come fare a sapere, però, quali note ci stanno bene e quali no?
La risposta corretta sarebbe “suona tutte le note ed ascolta quali vanno bene e quali no”.

In realtà possiamo affidarci, come detto sopra, alle note dell’arpeggio, che essendo contenute nell’accordo sottostante, saranno sicuramente consonanti quindi “staranno bene” su di esso.

Provare per credere:

Se vi sembra che suonare solo le note dell’arpeggio sia riduttivo, provate a suonare questo:

Ricapitolando:

1) prendi una scala: con quella scala costruiremo melodia ed armonia
2) prendi la prima, la terza, la quinta e la settima nota della scala: hai formato l’arpeggio a lei relativo
3) prendi quelle note e suonale insieme: hai formato l’accordo a lei relativo
4) suona quell’accordo in maniera ritmica: hai formato un accompagnamento
5) sopra quell’accompagnamento suona l’arpeggio
6) divertiti ad inventare melodie con solo quelle quattro note “sicure” :)

mag 6

COORDINAZIONE ED INDIPENDENZA
esercizi introduttivi

di Gianluca Dominici

Si parla spesso di studi di “indipendenza” necessari per acquisire una sufficiente libertà di esecuzione anche nei grooves più complessi: tuttavia ritengo più adatto utilizzare il termine “coordinazione”. Ogni arto infatti esegue, sì, una diversa figurazione dall’altro, ma ogni movimento deve essere in perfetta sincronia con la figurazione eseguita ed il timing del pezzo.

Una buona coordinazione permette anche di acquisire precisione nella dinamica, uno degli elementi fondamentali di ogni genere musicale. Dal punto di vista pratico esistono infiniti esercizi per lo sviluppo di tali caratteristiche: qui di seguito in riferimento al jazz vediamo degli accompagnamenti di base che possono essere tranquillamente inseriti in un brano.

clicca sull’immagine per la partitura stampabile

Es.n.1
batteria - coordinazione ed indipendenza

Es.n.2
batteria - coordinazione ed indipendenza

Es.n.3
batteria - coordinazione ed indipendenza
Tali accompagnamenti, come potete notare, sono sviluppati su tutto il drum-set; sono da eseguire con cadenza swing, partendo da una velocità di circa 80 bpm ed incrementandola gradatamente senza perdere mai la precisa cadenza.

Spero vi possano risultare utili per un approccio introduttivo allo sviluppo della coordinazione tra arti… anche Terry Bozzio ha iniziato con questi!

mag 6

Roncalli: Passacaglia
trascrizione dall’intavolatura alla notazione moderna

di Yuri Refolo

La Passacaglia di Roncalli è una celebre composizione dell’altrettanto noto musicista italiano del XVII secolo, contenuta nel libretto “Capricci armonici sopra la chitarra spagnuola” (Bergamo, 1692).

Resa nota nella famosa rielaborazione per orchestra dal compositore moderno Ottorino Respighi (1879 – 1936), fa parte della Suite in Sol minore, ultima del volume.

La passacaglia è una danza di origine spagnola che all’inizio del sec. XVII si diffuse in Europa, assumendo la forma di variazione strumentale su un tema, su uno schema armonico o su un basso ostinato; per lo più in tempo ternario, di andamento moderato, venne spesso confusa con la ciaccona. Il termine italiano deriva dallo spagnolo pasacalle (“pasar la calle” = ”andare per la strada”, riferito alla sfilata di una banda musicale).

Spesso il termine passacaglia venne attribuito a canzoni accompagnate dalla chitarra o ad intermezzi strumentali di canzoni e danze.

Viene qui riproposta la copia dell’intavolatura originale manoscritta nonchè la trascrizione teorico interpretativa (ossia una interpretazione personale della durata e della conduzione delle voci che non tiene conto delle reali possibilità strumentali).

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Trascrizione Passacaglia di Roncalli

Trascrizione Passacaglia di Roncalli

Trascrizione Passacaglia di Roncalli

Trascrizione Passacaglia di Roncalli


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