Corso di intavolatura chitarristica

Scuoladimusica.org
presenta:

CORSO DI INTAVOLATURA CHITARRISTICA
Docente: Yuri Refolo

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sabato 12/3
sabato 26/3
sabato 9/4
sabato 23/4volantino-seminario-intavolatura-web

sabato 12/3/2011
sabato 26/3/2011
sabato 9/4/2011
sabato 23/4/2011

Cos’è un bending? Come si fa uno slide? Come scrivo nel dettaglio l’assolo di chitarra del mio brano? Per trovare risposta a tutte queste (e tante altre) domande, Scuoladimusica.org organizza un corso sull’intavolatura chitarristica dedicato a chitarristi di ogni genere ed età, che parte da zero ed arriva fino all’utilizzo dei software di notazione chitarristica, passando per l’analisi della scrittura e la realizzazione pratica di tutte le principali tecniche utilizzate dai suonatori della seicorde.

Le lezioni, collettive, della durata di 2 ore circa e con cadenza quindicinale, si terranno presso i locali dell’Associazione, in via Pietro Nenni 87 a Morciola di Colbordolo, all’interno del Centro Commerciale “Le Cento Vetrine”.

Argomenti svolti

Cenni storici
Panoramica generale
Il rigo
I numeri
Le battute
Melodie, accordi, arpeggi
Sigle
Scrittura tecniche mano sinistra:
Diteggiatura
Hammer-on
Pull off
Slide
Bending
Release
Vibrato
Trillo
Staccato
Scrittura tecniche mano destra:
Diteggiatura
Plettrate
Arpeggio
Rake
Palm Muting
Tapping
Tremolo
Sweep
Armonici artificiali
Leva
Pick Slide
Volume
Slap
Pop
Tempo
Agogica
Bpm
Ritmica
Slash notation
Dinamica
Segni di dinamica
Struttura
Le sezioni
Ritornelli e ripetizioni
L’intavolatura su internet
Cenni sull’uso di PowerTab, TuxGuitar e MuseScore (software Free ed Open Source)

INFO E ADESIONI:

Yuri Refolo

+39 328 7155644
yurirefolo@scuoladimusica.org

Per info aggiuntive porre qualsiasi domanda qui:

http://www.scuoladimusica.org/public/forum/viewtopic.php?f=30&t=683

Che cos’è una Jam Session

Sperando di farvi cosa gradita, pubblico una definizione / “guida all’ascolto” del “rito” più importante per un jazzista!

Che cos’è una Jam Session

di Yuri Refolo

Una jam session è una riunione di musicisti, regolare o estemporanea, che prevede l’esecuzione improvvisata di brani musicali. Il termine, che probabilmente deriva da “Jamu“, una parola Youruba (Africa occidentale) che significa “insieme in concerto”, è nato negli anni venti negli ambienti jazz, e si è poi diffuso anche nel rock.

Divennero leggendarie negli anni quaranta le jam session del club di New York City “Minton’s Playhouse”, che dopo l’orario di chiusura ospitava musicisti come Ben Webster e Lester Young ed i giovani della nuova leva bebop come Thelonious
Monk, Charlie Parker e Dizzy Gillespie.

Le jam session sono un terreno fertile per l’incontro di musicisti, lo scambio di idee, e sono quindi l’occasione dove sono nate molte collaborazioni musicali. Solitamente i presenti utilizzano come canovaccio musicale i cosiddetti “standards”, ossia brani
musicali dei quali tutti conoscono melodia e successione di accordi, che vengono chiamati al momento, scelti a seconda della situazione e della disponibilità di musicisti.

Ecco una spettacolare Jam Session che include numerosi big del passato (Ella Fitzgerald, Hank Jones, Ray Brown, Buddy Rich ed altri):

Normalmente l’esecuzione di uno standard prevede:
Introduzione: può anche non esserci, serve per dare il via al brano.

Tema: solitamente una melodia conosciuta, sostenuta da una sequenza di accordi altrettanto noti. Si tratta spesso di melodie celebri o brani dei grandi jazzisti del passato.

Soli: finito il tema, i solisti improvvisano, inventando nuove melodie sul momento, mentre gli accompagnatori (la sezione ritmica, di solito data da basso, batteria ed uno strumento armonico: piano, chitarra, ecc) improvvisano l’accompagnamento. Improvvisando, il solista tiene conto degli accordi sottostanti cambiando note a seconda dei cambi di accordo, utilizzando scale, arpeggi ed anche rumori, ai fini di raccontare una storia. Già, perché ogni solo ha un suo filo logico che il solista sviluppa lì per lì; si tratta di una storia irripetibile, quindi è importante prestare massima attenzione a tutto quello che ha da dirci! … e se ci è piaciuto ciò che ci ha raccontato, possiamo anche applaudire (senza dover attendere la fine del brano come nella musica classica)!

Tradin’4: potrete spesso vedere dei musicisti fare il segno del “quattro” con la mano: stanno “chiamando” gli scambi con il
batterista, momenti nei quali si alternano (solitamente) quattro battute di normale improvvisazione e quattro battute dove tutti
tacciono ed improvvisa solo il batterista.

Tema: conclusi tutti gli assoli, si ripete il tema e si conclude il brano.

E’ chiaro che questo è uno schema che viene spesso modificato dai musicisti per venire incontro alle esigenze del momento. Vi invito ad ascoltare con attenzione quello che stanno facendo i musicisti sul palco e cercare di comprendere quello che hanno da dirvi e i modi in cui lo faranno.

Vi rimando alla discussione sul forum per domande, chiarimenti, proposte!

Buon ascolto!

Yuri Refolo