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Allan Holdsworth Archives – Archivio dedicato alla leggenda della chitarra fusion

Il sito AHWiki è una installazione di Wikimedia (identica a Wikipedia, per intenderci) dedicata al grande chitarrista Allan Holdsworth, scomparso nel 2017.

Il sito non è affiliato con gli eredi ed è un progetto senza scopo di lucro.

È in continuo aggiornamento, come ogni Wiki che si rispetti, e fornisce interviste, trascrizioni, rassegna stampa e materiale raro sull’artista.

Potete trovarvi inoltre la discografia completa, la filmografia e la bibliografia, nonché le tesi accademiche sul noto musicista ed un elenco dei musicisti con i quali ha collaborato.

Esiste inoltre un gruppo Facebook collegato, anch’esso non affiliato alla famiglia.

https://fingerprintsweb.net/ahwiki

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Vito Liuzzi – The Classical Double Bass

Il sito web del Prof. Dr. Vito Domenico Liuzzi è un pozzo infinito di informazioni e materiale didattico per contrabbassisti:

https://www.vitoliuzzi.com/

È possibile scaricare sue composizioni per contrabbasso e orchestra, per contrabbasso e pianoforte, manoscritti di G. Bottesini (1821/1889) e consultare una quantità incommensurabile di informazioni riguardanti il basso elettrico.

Qui potete trovare anche la sua pagina Facebook:

https://www.facebook.com/vdliuzzi

Buono studio!

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Polizia cercava droga ma trova un violino del Seicento

A Parma è stato trovato uno strumento di incredibile valore, un Nicolò Amati del 1675, rubato tanti anni fa in Giappone!

Scoperto dall’antidroga nel corso di una operazione verso un pregiudicato, c’è voluto quasi un anno per riuscire a risalire al proprietario, grazie anche alla perizia di un noto liutaio di Cremona, Simeone Morassi.

La targa al suo interno recita “Nicolaus Amatus Cremonen Hieronymi Fil., ac Antonij Nepos Fecit, 1675”.

Il valore di mercato è stimato superiore al milione di euro.

https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2020/09/28/polizia-cercava-droga-trova-un-violino-del-seicento_6ce319a5-4b0f-41ff-9f9b-ee4fdb48e6bd.html

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News

Chi ha cantato meglio il G# sovracuto di Gethsemane? – In memoria di Jeff Fenholt

Giuro che sono rimasto di stucco: mentre scrivevo questo post ho appreso della scomparsa, due ore fa, di Jeff Fenholt, 69 anni, grandissimo interprete di Jesus Christ Superstar (nella figura di Gesù), fervente religioso ed in una apparente controversia anche cantante dei Black Sabbath per qualche mese.

In questo video si mettono a confronto tantissime voci (da quella oggettivamente ridicola di Sebastian Bach degli Skid Row, che ha cantato sicuramente tanti brani meravigliosi ma questa se la poteva risparmiare, a quella che non apprezzo in questo brano ma pur sempre eccezionale di Ian Gillan dei Deep Purple).

Stavo proprio per scrivere che Fenholt è stato l’unico che a parer mio si poteva avvicinare alla voce (inarrivabile fino alla fine della sua carriera artistica) di Ted Neeley in Gethsemane quando, googlando, ho letto della sua morte.

E niente, il post finisce qui, facciamo parlare la musica e cantare queste voci incredibili.

R.I.P. Jeff Fenholt (1950 – 2019)

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Interviste

Intervista al batterista Matteo Pantaleoni

Qui di seguito l’intervista al batterista di fama internazionale Matteo Pantaleoni, titolare della scuola di musica Zero Crossing! L’intervista è volutamente proposta in formato colloquiale, quindi violando volutamente ogni regola di netiquette (ed anche qualcuna di sintassi) per mantenere il mood che caratterizza tutta l’espressività di Matteo, sia nel suo modo di suonare che nel modo di esprimersi quotidiano! Buona lettura!

Ciao Matteo, grazie per la tua disponibilità!

Ma grazie a voi!

Partiamo da Mondavio (PU), dove è iniziato tutto? Come nasce Matteo Pantaleoni musicista?

Nasce dalle foto e dai racconti di un babbo ex batterista… !

Intervista a Matteo Pantaleoni - Matteo Pantaleoni 4 - Scuoladimusica.org

A che età hai iniziato a dare lezioni di batteria e come erano le tue prime lezioni?

Ho iniziato a circa 17 anni… suonavo live già da 3,4 anni ed ero super appassionato di didattica… avevo già seguito e frequentato diversi insegnanti e suonato allo sfinimento tanti dischi… oltre ad aver studiato da autodidatta diversi libri… così… su richiesta di tre ragazzi del mio paese ho preso coraggio e ho iniziato…

Intervista a Matteo Pantaleoni - Matteo Pantaleoni 5 - Scuoladimusica.org

Nel giro di pochi anni la mia classe di allievi è cresciuta esponenzialmente anche grazie alla mia collaborazione con Kelly Joice, Enrico Silvestrin (MTV) e pochi anni dopo con Sylvie Vartan per la quale abbiamo avuto l’onore di suonare nel tour mondiale 2003/2004. Qui colgo l’occasione per ringraziare Francesco De Benedittis del Naïve Recording Studio e Paul Manners dei Falcon Valley Studios per avermi permesso questa immensa e meravigliosa esperienza.

Parlaci della Zero Crossing e della sua evoluzione. Come nasce e si evolve questo progetto?

Il progetto nasce da un grande desiderio di creare un polo didattico per lo studio della musica moderna nella nostra provincia… da piccolo SOGNAVO di poter diventare un batterista ed un insegnante assieme e guardandomi intorno gia’ dal liceo trovavo risposte chiare,consistenti e ben organizzate a non meno di 3-400 km… i miei genitori mi hanno passato l’amore per la didattica e una DISCIPLINA NIENTE MALE… COSI’ PIANO PIANO HO INIZIATO A COSTRUIRE il mio primo studio , poi a cercare collaborazioni come insegnante oltre a costruire fisicamente locali idonei all’insegnamento in sale comunali o private.

20 anni fa frequentando l’Accademia di Musica Moderna a Milano ho chiesto di poter portare quel progetto didattico nella nostra provincia, prima come Drum School e poi come sede centrale dell’Accademia con tutti gli insegnamenti.

Essendomi stata accordata la possibilità ho iniziato a dirigere la struttura in 4 sedi dislocate in tutta la provincia (Mondavio, Pergola, Fano e Pesaro) che da subito hanno ricevuto numerosi consensi… in pochi anni il tutto mi è esploso letteralmente tra le mani e dopo poco per lanciare ancora di più la progettualità che avevo in mente ho deciso di aprire il mio brand: ACCADEMIA DI MUSICA ZERO CROSSING.

P.S: IL TUTTO NON SAREBBE STATO POSSIBILE SENZA IL MIO COLLEGA E AMICO RICCARDO BERTOZZINI E TUTTI GLI ALTRI INSEGNANTI CHE HANNO INIZIATO CON ME QUESTO VIAGGIO MERAVIGLIOSO .

Dove sta andando la batteria jazz/fusion nel 2019?

Ahhh mistero… per me ora siamo nel più oscuro barocco… la batteria che attrae le masse” ha raggiunto un livello tecnico-estetico letteralmente incredibile (dovuto in particolare alla corrente del gospel americano)… ma stiamo andando in una direzione di “ego maestoso” che spero non faccia dimenticare dove sta il nostro strumento e a cosa serve… tradotto: quando vedo gente che aspetta il chop o il fill per “centrarsi” ed essere concentrata e “piena”… beh lo accetto ma non faccio parte di quel “mood espresivo”… spero di essermi fatto capire bene… Non è assolutamente una critica…

Intervista a Matteo Pantaleoni - Matteo Pantaleoni 6 - Scuoladimusica.org

E la batteria rock/metal?

La batteria rock è un mondo un po’ meno vivo a mio parere rispetto anche agli anni 2000 o ’90… (ovviamente non cito nemmeno gli anni ’70 e ’80). La batteria metal ha avuto una super esplosione a cavallo tra il 2000 ed il 2010… ora vedo anche lì un po di stasi…

https://www.facebook.com/watch/?ref=external&v=664396026904208

Hai tantissimi allievi. Qual è l’argomento più richiesto?

Vorrei poter rispondere con una parola soltanto… CONSAPEVOLEZZA.

Cosa consigli ad un ragazzo che comincia ora a suonare la batteria?

INIZIARE AD ASCOLTARE TANTA TANTA TANTA MUSICA… TANTI DISCHI… DALLA CLASSICA AL JAZZ ESTREMO… METTENDOLI NELLE ORECCHIE AL POSTO DEGLI SMARTPHONE… ED IMPARANDO LE PARTI DEL PROPRIO STRUMENTO ( E CONSIGLIO ANCHE QUELLE DEGLI ALTRI STRUMENTI ) COME POESIE… PRATICARE LO STRUMENTO TANTISSIME ORE… OGNI GIORNO… PER TANTI ANNI… FREQUENTARE MASTERCLASS, CONCERTI E DI CERTO DEI BUONI INSEGNANTI !!!!

ALMENO QUELLI DELLA NOSTRA GENERAZIONE HANNO FATTO COSÌ… 

;)
Intervista a Matteo Pantaleoni - setup batteria - Scuoladimusica.org

Musica e lavoro sono due concetti che alcuni artisti faticano a mettere in equilibrio, mentre tu ci sei riuscito perfettamente. Hai consigli da dare a chi sta iniziando ad intraprendere la carriera di musicista?

Molti fanno fatica perché vanno in crisi se qualcosa non sta perfettamente nelle loro corde o se in determinati ambienti non è concesso loro di entrare… O SE DI PIÙ NON ARRIVA IL TOUR DOPO 4 ANNI DI SCUOLA… IMPOSSIBILEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

TANTI scelgono col cervello e non con il cuore…

MA IL BELLO E LA FORZA STANNO PROPRIO LÌ…

Anche io ci ho messo tanto a capire che non posso suonare tutto o essere dappertutto…

… ad un certo punto ti devi specializzare e mettere il massimo in quello che ti esce in maniera più naturale… SUONARE LA MUSICA CHE TI RISUONA DI PIÙ!!!, quello in cui la tua energia NON PESA e arriva alla gente in un millesimo di secondo… ALTRI FANNO L’ERRORE MASTODONTICO DI PENSARE AL GENERE DOVE SI GUADAGNA DI PIÙ o si diventa più “famosi”… AIUTO…

…e soprattutto…

Come in ogni ambiente lavorativo in quello musicale ci sono regole da rispettare… o le rispetti o non puoi lamentarti…

…torno a dire:

Disciplina
Ordine
Educazione
MalleabilItà
Gentilezza
Simpatia
DisponibilItà
VELOCITA’ DI APPRENDIMENTO ASSIEME A UNA TENDENZIALE IMPECCABILITÀ ESECUTIVA
AFFIDABILITÀ E SICUREZZA.

E suggerisco… Un grande Amore per il suono !!!!!!!!!!

Qualcuno 20 anni fa mi disse: “Beh Matt… che tu sappia suonare lo si da per scontato… è tutto il resto che fa la differenza”

Ecco questo mi sembra un buon insegnamento o consiglio.

La batteria è uno strumento “ancestrale”: rispetto a chitarristi e bassisti, circondati da pedali ed effetti, il batterista rimane generalmente più legato ad una espressione musicale “primitiva”. Come integri l’evoluzione tecnologica nel tuo modo di suonare? Usi effetti, strumenti digitali, elaborazioni al computer live e in studio?

Assolutamente!!!!!!!!!! Il mio set pop-rock ha praticamente tutto doppio… posso passare da un set completamente acustico ad uno completamente elettronico… o usarli assieme… NON C’E’ LIMITE ALLA CREATIVITA’ ED ALLA MELODIA.

Intervista a Matteo Pantaleoni - Matteo Pantaleoni 7 - Scuoladimusica.org

Hai sempre affiancato la didattica all’attività live e quella in studio: come si conciliano i relativi impegni?

Non è facile… bisogna essere molto ordinati (quasi maniacali) nella gestione del tempo… serve moooolta energia , e se qualche notte si dorme poco… beh ci sta…

Ma penso che il dono che ci è stato dato è talmente grande che non possiamo risparmiarci in nulla… VIETATO LAMENTARSI!!! E bisogna essere sempre sempre sempre curiosi all’ennesima potenza…

Nella tua carriera musicale hai avuto a che fare con numerosi musicisti di rilievo internazionale: ci racconti qualche aneddoto interessante dalle loro collaborazioni?

… POSSO RACCHIUDERE TUTTO ANCHE QUI IN UNA PICCOLA DESCRIZIONE:
AMANO ALLA FOLLIA QUELLO CHE FANNO, LO FANNO SENZA FRENI, SENZA MENTALIZZARE O PREOCCUPARSI DI NON ANDARE BENE… SI SENTONO FORTI, PREPARATI E SMANIOSI DI SALIRE SUL PALCO E FAR STAR BENE IL PUBBLICO…
E SOPRATTUTTO…
PIÙ SONO ESPERTI NOTI O FAMOSI PIÙ SONO TRANQUILLI E DISPONIBILI SE VEDONO CHE SEI TRANQUILLO E DISPONIBILE… 

:D

QUESTO È STATO UN GRANDE PREMIO CHE HO RICEVUTO E CHE MI HA PERMESSO DI CAPIRE E SENTIRE TANTO…

Intervista a Matteo Pantaleoni - Matteo Pantaleoni 2 - Scuoladimusica.org

Un musicista del passato con il quale avresti voluto suonare ma non hai fatto in tempo?

POVERACCIO… QUINDI È MORTO… O SONO MORTO IO… !!!!!
IO VOGLIO FARE IL BATTERISTA DEI LED ZEPPELIN… HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!! (bisogna pensare in grande) 

:D
:D

(SCUSA BONZO)

Intervista-a-Matteo-Pantaleoni-setup-batteria-2-Scuoladimusica.org_

Qualche nuova leva che ti abbia colpito particolarmente?

Anche qui sono stato davvero fortunato e premiato… vi do GLI ULTIMI 4 nomi:

MARCO TALEVI, DAVIDE MAZZOLI, MATTIA LEONI E GIORGIO CLAUDIO CUCCIA… ONORATO DI ESSERE STATO IL LORO INSEGNANTE.

Quali artisti hai piacere di ricordare tra le tue collaborazioni?

KELLY JOICE , ENRICO SILVESTRIN (Silverman project), Terzo Tempo, Malamonroe, Partido Latino, Nowell Donna, Baby on Board, Synchronicity Trio, BACCINI, MAX GAZZÈ, FIO ZANOTTI Big Band, ENRICO RUGGERI, LUCA COLOMBO, Eguie Castrilo, ALEX ACUNA, Bakkano (Gianna Nannini tribute), Unikosound, Nearco, MG Evolution, Anna Camporeale rock quartet, Elisa Ridolfi, Giò de Luigi quartet , Max Brando, Outside, ANTONIO MEZZANCELLA Matteo Borghi, Linoleum, Divas, Pink Deluxe, The Best Of, Missup Rock Band, POPSOPHIA, MARCO PACASSONI QUARTET, MARCO PACASSONI GROUP (Frank Zappa Tribute), OPERA POP, ORCHESTRA SINFONICA ROSSINI per lo spettacolo “Queen Symphonies” con MATTEO MACCHIONI (vincitore di Amici 2011), ORCHESTRA DELLA MAGNA GRECIA DI TARANTO, ORCHESTRA DI SANREMO, sempre per lo spettacolo “QUEEN SYMPHONIES” e “RICORDANDO MINA”, diretti entrambi dal MAESTRO ROBERTO MOLINELLI, LISA HUNT, LIGHEA E POVIA .

Nuovi progetti musicali in cantiere?

SORPRESA!!!!!!!!!!!!! Non si dice !!! Hahah!!

… MA CERTAMENTE 

:D

L’MP QUARTET e MP GROUP (TRIBUTO A FRANK ZAPPA ) ENTRAMBI PROGETTI DI MARCO PACASSONI E GLI OPERA POP SONO QUELLI PIÙ AMBIZIOSI attualmente, MA STO TORNANDO A SUONARE sia QUI NELLA MIA ZONA SIA IN ALTRE ZONE D’ITALIA CON NUOVI E BRAVISSIMI MUSICISTI/AMICI… SÌ, CI SONO PROGETTI IN CANTIERE… NON CI SI FERMA MAI…

Grazie Matteo per il tuo tempo e per la tua disponibilità!

FELICISSIMO DI AVER CONDIVISO IL MIO TEMPO E IL MIO MAIUSCOLO CON VOI !! 

:D
Intervista a Matteo Pantaleoni - setup batteria - Scuoladimusica.org (1)
Intervista a Matteo Pantaleoni - Matteo Pantaleoni - Scuoladimusica.org
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Interviste

Intervista al chitarrista Paolo Sorci

Ciao Paolo, grazie per questa intervista e per il tuo tempo :)

Iniziamo subito: cosa resterà degli anni ‘80? :D

Eh, bella domanda!
Innanzitutto resterà la musica: melodie stupende, grandissime produzioni, il jazz rock (banalmente fusion)… il tutto devastato dai primi orrendi suoni sintetizzati… scherzi a parte… l’appiattimento sonoro dei primi synth era ammorbidito da brani che ancora oggi sono stupendi in qualsiasi arragiamento: Christopher Cross, Spandau Ballet, Duran Duran (qualcuno mi ucciderà per aver fatto questi nomi….). Alcuni brani mi sono veramente rimasti dentro.
E poi resterà l’ultima generazione di musicisti che hanno studiato e reperito musica senza youtube e internet… chi è nato come me negli anni 80 sa benissimo cosa voglia dire tirare giù un brano ad orecchio, senza tutorial o “aiutini”. Questo fa la differenza secondo me. Come anche il fatto di prendere un treno la domenica mattina a 17 anni e andare fino a Padova per comprare 1 (UNO) disco (il negozio era IL VENTITRE` e il disco in questione era HAPPY TRAILS dei Quicksilver Messenger Service.

Parlaci un po’ della tua storia come musicista: come nasce il Paolo Sorci chitarrista? Una chitarra trovata in soffitta da bambino?

Una chitarra trovata a casa di un amico che suonava tutto, e soprattutto la voglia di tirare il clarinetto dalla finestra. Lo suonavo da 3 anni e non mi usciva veramente niente di buono da quello strumento. Mentre sulla chitarra avevo sin da subito un approccio molto più fisico. Mio fratello più grande aveva una chitarra classica che non suonava più e avevo iniziato da solo a fare i primi accordi. Poi la Samick del mio amichetto vicino di casa mi diede a scossa. Se devo ricordare un momento scatenante però, il più importante fu quando mio cugino, cultore di musica rock con migliaia di vinili in casa, mise sul piatto LED ZEPPELIN III originale (con la copertina che ruotava) e partì immigrant song… Da li capii che il mio vero messia era Jimmy Page,

Dove ti sei formato didatticamente? Scuole di musica, conservatorio?

Didatticamente devo tutto al Maestro Marco di Meo. Andavo a lezione da lui privatamente. Diciamo che non ho mai creduto molto nella istituzione scolastica, se non come aggregante di idee e persone. L’insegnante è fondamentale.
Sono rimasto con lui molti anni e poi ho cercato di approfondire gli aspetti che più mi interessavano dello strumento. Fondamentali sono state per me le lezioni di Jacopo Martini, Massimo Morganti, Paolo Silvestri, Fabio Zeppetella… e molti altri nei vari percorsi didattici che ho fatto.
Anche se in realtà la cosa che più mi ha insegnato sono state le persone con cui ho suonato, i colleghi insomma… e li i nomi sono troppi per citarli tutti.
Ho cmq frequentato il Biennio specialistico in jazz al conservatorio Buzzolla di Adria (RO). Ne ho un ricordo bellissimo.

Quanto incidono i tuoi interessi extramusicali sulla tua musica?

La domanda dovrebbe essere rovesciata: quanto incide la mia musica sui miei interessi extramusicali.
Diciamo che oltre ad essere il mio lavoro, la musica è una grandissima passione. Difficilmente le mie giornate non sono scandite dallo studio o dall’ascolto di qualsiasi musica.
Sono fermamente convinto che però bisogna trovare dei momenti di “silenzio”, inteso come vero e proprio stacco da tutto quello che è impegno musicale.
È comunque difficile per me pensare alla quotidianità non in funzione della musica: gran parte delle mie amicizie sono legate al mondo musicale e quindi sempre li si va a ricadere.

Parliamo di didattica musicale: quali sono le caratteristiche che deve avere un buon insegnante?

A rischio di essere antipatico… l’insegnante non è un amico, almeno non durante la lezione. La cosa più importante che ha fatto per me il mio insegnante? Non dirmi MAI che avevo fatto un buon lavoro o che ero stato bravo (a parte una volta in cui veramente mi ero superato… sono passati 20 anni ma ancora me lo ricordo… eheheh!).
Quindi l ínsegnante deve mettere sempre benzina nel serbatoio, dare motivazioni e sfide all’allievo. E pretendere tanto… almeno da chi é veramente motivato.
L’insegnante dovrebbe sempre metterti in difficoltà, farti capire che se vuoi fare della musica un lavoro non puoi tralasciare nulla. Ricordo che spesso, a metà lezione e senza un apparente motivo, mi metteva sotto una progressione di accordi da accompagnare, o un pezzo da leggere a prima vista, o un giro su cui improvvisare. Era un ora molto faticosa ma che mi insegnava ogni volta che il mio lavoro non era finito. Andavo a casa e sapevo che nei giorni successivi mi sarei dovuto fare il culo. Non ringrazierò mai abbastanza il mio insegnante per questo.

Per essere più specifici un insegnante dovrebbe IMPORRE ad un allievo (seguendo indole e grado di impegno) la lettura musicale, cosa non sempre scontata per noi chitarristi;
l’accompagnamento (non è che possiamo fare sempre gli assoli di continuo… e soprattutto i chitarristi lavorano di solito per ACCOMPAGNARE… molti non considerano questo aspetto);
la tecnica: sono del parere che se hai una ottima tecnica ti puoi permettere di scegliere quante e quali note fare. Se hai una tecnica mediocre potrai SOLO ANDARE PIANO. Soprattutto la tecnica ti da tempo per pensare mentre non sei impegnato a controllare dei movimenti che diventano naturali con lo studio. La tecnica è un MEZZO di espressione: più la controlliamo più cose avremo da dire.
Se fosse per me farei solo tecnica a metronomo durante le lezioni ma poi molti genitori mi denuncerebbero! 

:)

E cosa deve fare un tuo allievo di chitarra per raggiungere i suoi obiettivi?

Deve intanto averli degli obiettivi, anche irraggiungibili (che so… suonare con gli AC/DC!!!). Ma tutto serve per alimentare la motivazione. Avere la voglia di alimentare il sogno di essere musicista, usarlo per sentirsi speciali e ricavarsi uno spazio che è solo tuo.
In parole più povere, sudare e piangere sullo strumento, mettersi sempre in discussione e pensare che puoi sempre fare di meglio, andare più veloce, essere più precisi. Mettersi in discussione insomma.

In che scuole insegni attualmente?

Insegno presso i corsi Conoscendo di Calcinelli e presso la scuola di musica Bettino Padovano di Senigallia.

Sei molto attento al suono ed alla strumentazione: ci puoi fare una panoramica dei tuoi strumenti (chitarre, effetti, amplificatori)?

Questa é la parte divertente!
Partiamo dal presupposto che ho strumenti molto specifici, non mi piace pensare di avere una cosa per tutto, anche perchè ogni strumento mi stimola cose e idee diverse.

Ho una Fender Stratocaster che ho mutilato e vivisezionato nel corso degli anni: penso tutt’ora che sia lo strumento più versatile e comodo mai costruito se parliamo di chitarre. Ci sono molto legato.

Poi negli anni mi sono innamorato del suono e della comodità delle chitarre Suhr. Sempre di simil-strato stiamo parlando, ma con una precisione e una qualità costruttiva eccellenti. Oltre al suono molto più preciso e definito delle strato di casa Fender… diciamo che hanno suono e specifiche molto più moderni.

Ho una Gibson 339 semiacustica, ottima chitarra per fare veramente di tutto.

Poi negli ultimi anni sono andato anche verso strumenti di liuteria made in Italy. Ho una Les Paul fatta da Romano Burini, liutaio di Osimo, che è veramente un ottimo strumento.

La chitarra da battaglia invece è una telecaster messicana pagata 300 euro ma che suona veramente da paura…

Gli ampli, dopo aver comprato e rivenduto praticamente di tutto, sono solo ampli artigianali. Costruiti da un grande amico e professionista imbarazzante di tutto quello che ha a che fare con la 6 corde, Lorenzo Augelli. Gli ampli sono i “Naughty Amps”e sono strumenti realizzati con cura maniacale, completamente a mano. Super affidabili, niente a che vedere con gli ampli “industriali” che purtroppo risentono del fatto che utilizzano componenti economici o schede prestampate per il montaggio.
Ne ho 2, un clone Marshall da 50 watt (plexi) e un combo tweed da 22 watt. Non ho trovato per ora alternative sul mercato con quel suono e quell’affidabilità.

Per quanto riguarda gli effetti uso un po’ di tutto… se devo puntare alla qualità e al feeling uso pedalini analogici. Mentre in studio o in casa non ho problemi anche a usare il digitale. Tanto oramai la differenza la sentiamo solo noi sotto le mani. Il 99% di chi ci ascolta non capirà mai se stiamo usando sistemi digitali (che hanno raggiunto livelli incredibili di suono) o i cari vecchi overdrive attaccati ad un ampli valvolare.

Per quanto riguarda il mondo acustico ho una bellissima Lakewood M32 che mi accompagna da ormai diversi anni. La utilizzo con un ampli AER. entrambi acquistati a prezzi ridicoli… penso che i vecchi proprietari si siano mangiati le mani…

Poi utilizzo una manouche costruita dal liutaio olandese Ger Boonstra. Strumento prezioso perchè ne ha realizzati solo 4 con quei legni e quelle caratteristiche. Bellissimo strumento, molto particolare, realizzato completamente in legno massello.

Raccontaci dei tuoi progetti musicali attuali e delle tue collaborazioni.

Attualmente ho lavorato tanto come side musician… vuol dire operaio… scherzi a parte ho collaborato negli ultimi anni con Matteo Borghi, cantante che lavora in tutti i più grandi locali italiani e che mi ha dato la possiblità di fare “il mestiere” del musicista, con viaggi lunghi e situazioni di palco molto impegnative ma condivise con altri ottimi musicisti.

Faccio parte della JUMBLE MUSIC, gruppo capitanato dal sassofonista Massimo Valentini con cui ho registrato un album e fatto numerosi concerti in giro per l’Italia e non solo (Brasile, Germania…).

Poi sto collaborando con Clarissa Vichi, cantante molto conosciuta nelle nostre zone, soprattutto nord Marche.
Sto anche lavorando su mie cose inedite e spero che presto avranno la luce!

Paolo Sorci e Clarissa Vichi - Scuoladimusica.org

Sei spesso su un palco a suonare con numerosi musicisti: come si conciliano le differenti personalità musicali?

Questo aspetto è stato sempre croce e delizia della mia vita musicale. Credo che conoscere molti generi sia da un lato molto importante e tanto stimolante: difficilmente mi stanco e ciclicamente rispolvero tutti i lati del mio chitarrismo, che effettivamente sono tanti.
Però credo fermamente che concentrarsi e andare a fondo in UNA cosa sia molto importante; è il modo migliore per arrivare al nocciolo e specializzarsi.
Diciamo che non essendo mai stato convinto di essere un fenomeno (la parola artista per me dovrebbe essere usata con attenzione, solo pochi al mondo la meritano come definizione. Per capirci: se Picasso é un artista non possiamo chiamare allo stesso modo il dilettante che fa i quadri impressionisti durante il finesettimana…) ho dovuto esaltare i lati che più mi avrebbero fatto lavorare e suonare. Mi ricordo molti brani, ascolto molta musica e ho veramente un vasto repertorio creato negli anni. Gli ascolti sono fondamentali e se uniti ad un buon orecchio, che ho sempre allenato negli anni, ti permettono di poter suonare in molte situazioni diverse.

Come vedi il panorama chitarristico italiano attuale? Ci sono chitarristi che ti hanno colpito particolarmente?

Sai, è veramente difficile rispondere. Preferisco avere altrove i miei modelli e le fonti di ispirazioni, noi siamo comunque una colonia statunitense per quanto riguarda le influenze musicali. Però abbiamo sicuramente tanti ottimi chitarristi.
Non considero i “fenomeni” di youtube o istagram: per me i musicisti devono stare sul palco e interagire con altri… non stare in una camera con una webcam… troppe volte ho visto i leoni da home recording diventare dei gattini spaventati se messi sul palco.
Se devo fare un nome un giovane che mi ha veramente ucciso è Matteo Macuso (figlio d’arte, il papà è stato un turnista): tecnica originale e impressionante. Poco più di 20 anni e linguaggio già maturo.

Come è nato il tuo libro “Django Reinhardt – Dalla chitarra manouche al grande jazz”?

Il libro è nato come tesi di laurea per il conservatorio. Poi grazie alla spinta del mio relatore, Simone Guiducci, grande chitarrista e a sua volta grande esperto e conoscitore di Django, è diventato un libro di analisi sullo stile e sul linguaggio.
Nasce cmq dall`amore verso la musica manouche e verso il più grande chitarrista della storia del jazz. Punto.

Django Reinhardt. Dalla chitarra Manouche al grande jazz - di Paolo Sorci

Un consiglio per chi volesse approcciarsi al mondo della chitarra manouche?

Cambiare completamente i metodi classici di studio. Intanto approcciarsi alla tecnica della mano destra sin da subito, vero scoglio della chitarra gypsy. E poi ascoltare Django e tirare giù il più possibile. Fare uno studio in cui concentrarsi sui particolari della pronuncia e del linguaggio. E` lì che sta la differenza. E poi ascoltare i grandi solisti della prima ora: Armstrong, Coleman Hawkins, Lester Young… Nasce tutto da lì.

Siamo nel 3050 e la tecnologia ci consente di parlare 1 minuto con il grande Django Reinhardt: ti viene data la possibilità di fargli una sola breve domanda. Cosa gli chiedi?

Suoniamo un brano insieme?

Prossimi concerti, magari proprio con i Welcome to the Django Quartet?

Per ora, siamo a fine estate, è tutto fermo e da organizzare. A ottobre sarò ancora in Germania con la JUMBLE MUSIC ed è la prima tappa di un anno che spero sia fruttuoso. Vi terrò aggiornati!

Grazie Paolo per il tuo tempo e per la tua disponibilità, a presto!

Grazie a voi e buona musica!

Chi vuole seguire Paolo Sorci in rete può farlo tramite i seguenti link:

https://www.facebook.com/paulmouses
https://www.facebook.com/conoscendocalcinelli
https://www.youtube.com/channel/UC0PWpM … g1Qxo1GmhQ
https://soundcloud.com/paolosorcigroup
https://www.instagram.com/paolo.sorci/

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Spartiti e partiture Trascrizioni

Manha de Carnaval (Black Orpheus) – arrangiamento fingerstyle

Continuo a riproporre arrangiamenti di quando avevo poco più di vent’anni… siate clementi 

:D

Articolo pubblicato il 24 Novembre 2003 su Scuoladimusica.org

Doveroso l’omaggio ad uno dei più famosi standards latin jazz nella storia della musica: Manha de Carnaval, meglio conosciuto come “Orfeo negro” (o se preferite, come riportato sul Real Book, “A day in the life of a fool“), è qui riportato in una versione che comprende tema ed accompagnamento eseguiti in fingerstyle.

Il primo consiglio che mi sento di darvi riguarda l’ascolto di una registrazione. Ne esistono centinaia di versioni, dalla colonna sonora del film ad un numero enorme di incisioni di artisti famosi e non: cercate di memorizzare (non che ci voglia poi tanto) il tema, elemento portante di tutta la partitura. Proprio sul tema, infatti, si articolano le strutture armoniche che mai come in questo caso hanno funzione di supporto alla melodia. Noterete infatti come, ad eccezione di battuta 24 (e, se vogliamo, anche di battuta 20), l’accompagnamento non sia mai decorato con orpelli e fronzoli inutili.

Ho preso alcune libertà espressive, tuttavia, rispetto all’originale, sia per sottolineare la distinzione tra le prime 8 battute di ogni sezione e le seguenti (noterete ad esempio come le terzine della prima battuta siano state sostituite con sincopi), sia per ricostruire meglio una struttura ritmica che rischiava di dover fare troppo affidamento a basso ed armonia (perchè non sfruttare il tema quando poi è così bello?).

Secondo consiglio: studiate il tutto molto lentamente, avendo cura di pulire gli incastri ritmici e dare risalto alla linea melodica. Aumentate le tacche di metronomo con gradualità e senza salti, fino a raggiungere una velocità di circa 120 alla semiminima.

Attenzione al rallentando delle ultime due battute ed all’arpeggiato della penultima.

Per finire, due parole sulla diteggiatura e sulle posizioni. Sono state volutamente omesse per vari motivi:

1) nessuno di noi ha una mano uguale all’altra e la posizione che a me puo’ risultare difficile puo’ risultare semplicissima per un altro;

2) per lo studente è altamente più educativo trovare da solo le posizioni più comode: il professionista, d’altra parte, non avrà problemi a suonare questo brano a prima vista;

3) spesso, soprattutto ai primi anni di studio, si tende a leggere la diteggiatura piuttosto che le note: questo è sbagliatissimo. Prima si impara a leggere con scioltezza senza facilitazioni e meglio è. Come potete notare, in questa sezione non trovate intavolature, per i motivi sopracitati.

Detto questo, non mi rimane che augurarvi buono studio e ricordarvi che per qualsiasi dubbio esiste il forum del sito*, dove troverete sicuramente chi vi darà una mano, io in primis.

:)
Manha de Carnaval (Black Orpheus) fingerstyle - Scuoladimusica.org
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Lezioni Spartiti e partiture

Introduzione al comping nella chitarra Jazz

Introduzione al comping nella chitarra Jazz - Scuoladimusica.org
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Comping per chitarra jazz su All The Things You Are

13 ottobre 2004… mi sento vecchio 

:cry:
all_the_things_you_are_comping_walking_bass1
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Risorse

International Music Score Library Project – Musica e spartiti free (open content)

Continua la pubblicazione di risorse gratuite per il musicista: il vecchio Werner-Icking Music Archive è confluito, dopo una serie di passi, nel più moderno sito dell’International Music Score Library Project, gestito dalla compagnia Project Petrucci LLC.

È interessante, per chi è della mia zona (Pesaro) che il nome di questo importante archivio prende il nome da Ottaviano Petrucci da Fossombrone, il primo che si prese la briga di stampare della musica polifonica con il testo “Harmonice Musices Odhecaton“.

https://imslp.org/

Il sito consente di scaricare gratuitamente una quantità enorme di musica stampata ed anche registrazioni di qualità: un preziosissimo aiuto per studenti e professionisti.

Buono studio!