L'armonizzazione della scala Ionica

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L'armonizzazione della scala Ionica

Messaggio da Scuoladimusica » mercoledì 14 agosto 2019, 11:11

Ripropongo un atavico articolo pubblicato su Scuoladimusica.org nel lontano 24 settembre 2003 dal sottoscritto, sperando di fare cosa gradita :)

L'articolo può ancora essere visto nella sua "forma originaria" (qualche immagine è ovviamente saltata) grazie al fantastico servizio di "memoria digitale" di archive.org: https://web.archive.org/web/20060506065 ... ionica.asp

Buono studio!

_____

ARMONIZZAZIONE SCALA IONICA
sviluppo e costruzione triadi e tetradi

Inizia con questa lezione lo studio dell'armonizzazione delle scale, fondamentale per la comprensione dei processi alla base del 99% delle sequenze armoniche (esistono, tenetelo a mente, altre maniere di lavorare sull'armonia, ma... una cosa alla volta).

L'apertura con la scala Ionica non è casuale: il posto d'onore le spetta, poichè si tratta di quella che, in ambito classico, viene definita tout court "la scala maggiore", in quanto sintesi teorica di sistemi più complessi. In realtà si tratta di una definizione imprecisa, poichè di scale maggiori ne esistono tante, e soprattutto nel jazz vengono utilizzate con la stessa frequenza della fortunata "sorella" Ionica.

Innanzitutto andiamo ad analizzarne la struttura:



I t II t III s IV t V t VI t VII s VIII


I numeri romani indicano i gradi della scala; la lettera t sta per distanza di tono, la lettera s per distanza di semitono: tono e semitono sono le due "distanze" fondamentali in musica (almeno dalla nascita del temperamento equabile fino agli esperimenti dell'avanguardia del novecento... ma questa è un'altra storia).

La creazione degli accordi nel mondo occidentale nell'ambito della musica tonale avviene per sovrapposizione di terze su ogni grado della scala. Che significa? E' presto detto.

Costruiamo innanzitutto una scala Ionica sulla quale lavorare: scegliamo, per comodità d'uso, la tonalità di C (Do). Per sicurezza vi ricordo la tabella comparativa tra nomenclatura italiana e quella di uso corrente negli altri paesi:

A = La
B = Si
C = Do
D = Re
E = Mi
F = Fa
G = Sol


Di conseguenza, rispettando la struttura degli intervalli sopracitata, la scala Ionica di C risulterà come segue:



C t D t E s F t G t A t B s C

Do t Re t Mi s Fa t Sol t La t Si s Do


Segue ora il processo costruttivo per terze, di cui sopra.

Sul primo grado, prendiamo la prima (C), la terza (E) e la quinta (G) nota, ossia una nota sì ed una no. L'accordo così costituito (C E G) va a formare la TRIADE SUL PRIMO GRADO della scala Ionica.

Seguendo questa tecnica costruttiva proseguiamo per tutti gli altri gradi, ottenendo una triade su ciascuno di essi:

I = C, E, G
II = D, F, A
III = E, G, B
IV = F, A, C
V = G, B, D
VI = A, C, E
VII = B, D, F


Le distanze tra prima e terza e tra terza e quinta definiscono con precisione il carattere di ogni singolo accordo. La tradizione ha suggerito l'associazione di tali caratteri a stati d'animo e sensazioni e la scienza si è prontamente prodigata in una codificazione, tanto astratta quanto necessaria, sul piano tecnico.

triadi.png
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... dove, ovviamente, T sta per "tono" e S per "semitono". Ma le sorprese non sono finite, poichè ben poco potremmo fare con sole triadi: il sistema tonale odierno necessita, come minimo, di tetradi, o quadriadi che dir si voglia, ossia accordi di quattro suoni. Come costruirli? Semplicemente aggiungendo una nota una terza sopra, ossia una settima alle triadi già viste...

I = C, E, G, B
II = D, F, A, C
III = E, G, B, D
IV = F, A, C, E
V = G, B, D, F
VI = A, C, E, G
VII = B, D, F, A



Nulla di più facile! I teorici hanno rapidamente codificato anche questo aspetto:
settime.png
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Divertendosi a mescolare triadi e settime, otteniamo varie specie di tetradi ("X" indica la root note, ossia la nota radice. Puo' essere sostituita con una qualsiasi delle note disponibili):

tetradi.png
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Esempi? Cm7, costituito dalle note C, Eb, G, Bb. D7, costituito dalle note D, F#, A, C. Lascio a voi l'esercizio, sperando di esser stato chiaro nell'esposizione.

Tutto quanto detto sopra è indispensabile per la chiara comprensione del semplice concetto a venire.

Sulla SCALA IONICA, quale che sia la nota di partenza, rimanendo ovviamente invariate le distanze tra i gradi (altrimenti non sarebbe una scala Ionica, no?), vengono costruite sempre le seguenti specie di accordi:

armonizzazione sigle.png
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Vediamo un esempio. Nel caso della armonizzazione della scala Ionica di C, otterremo il seguente risultato:


armcion.jpeg
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RIASSUNTO

L'armonizzazione di una scala consiste nella creazione di accordi su ogni grado della stessa. Gli accordi si formano per terze e si suddividono in triadi e tetradi. Tali tipologie di accordi si dividono in maggiori, minori, aumentate e diminuite nel caso di triadi, con l'aggiunta di settime maggiori, minori o diminuite nel caso delle tetradi. La struttura della scala Ionica è formata dalla seguente successione di toni e semitoni: T T S T T T S. Su tale scala gli accordi costruiti sono del tipo (dal primo grado all'ultimo): maj7, m7, m7, maj7, 7, m7, m7(5b).



CONCLUSIONI

A che serve tale matematica ed astratta conclusione? Vedremo in seguito (come già accennato all'inizio) come gli accordi costruiti sulle scale serviranno a costruire successioni armoniche coerenti e come tali successioni costituiscano le fondamenta della stragrande maggioranza dei brani tonali.

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