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Teoria ed armonia

Le cadenze armoniche

Continua la riproposizione di antichi tutorial: stavolta tocca ad un articolo del lontano 7 Ottobre 2003, pubblicato su queste pagine!

LE CADENZE
tipi di cadenze nell’armonia classica

Con il termine “cadenza” si intende in musica la successione di due o più accordi che identifica una sospensione o una conclusione di una frase, periodo o brano. Le cadenze possono essere considerate la “punteggiatura” del discorso musicale. In ambito tonale la cadenza puo’ anche venire definita come la tendenza che hanno i vari accordi a convergere verso la tonica.

Analizziamo qui di seguito i vari tipi di cadenze che possiamo incontrare nell’armonia classica (come in buona parte del jazz ed altri stili).

CADENZA AUTENTICA o PERFETTA

E’ costituita dalla successione

accordo di dominante ( V ) >> accordo di tonica ( I )

entrambi allo stato fondamentale. E’ sicuramente la cadenza più forte dal punto di vista armonico e viene utilizzata principalmente nei finali. E’ una delle due cadenze dette finali o di chiusa. Si possono identificare 4 specie di cadenza perfetta:

semplice, dove il V grado viene armonizzato con un solo accordo allo stato fondamentale:

Cadenza perfetta semplice

composta consonante, dove il V grado viene armonizzato con un accordo in secondo rivolto ed un accordo allo stato fondamentale:

composta dissonante, dove il V grado viene armonizzato con un solo accordo allo stato fondamentale dove sia introdotto il ritardo della terza:

doppia, dove il V grado viene armonizzato con 4 accordi, risultato della combinazione delle due precedenti:

CADENZA IMPERFETTA

E’ costituita dalla successione

accordo di dominante ( V ) >> accordo di tonica ( I )

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sostanzialmente identica alla cadenza perfetta, ne differisce per lo stato degli accordi, che qui prevede il rivolto in uno di essi o in entrambi.

CADENZA PLAGALE

E’ costituita dalla successione

accordo di sottodominante ( IV ) >> accordo di tonica ( I )

E’ l’altra cadenza di chiusa. Viene spesso (ma non è una regola tassativa) utilizzata dopo una cadenza autentica, come una specie di “conclusione aggiuntiva”. Deriva il suo nome dal suo largo utilizzo nella musica sacra, grazie alla sua sonorità grave e scura.

Viene utilizzata armonizzando la sottodominante con un accordo perfetto maggiore allo stato fondamentale:

in primo rivolto:

oppure in secondo rivolto, preceduta dal I grado (cadenza di volta):

o talvolta utilizzando l’accordo perfetto minore (il sesto grado abbassato viene considerato facente parte della scala maggiore armonica):

CADENZA D’INGANNO o EVITATA o ROTTA

E’ costituita dalle successioni

accordo di dominante ( V ) >> accordo di sopradominante ( VI )
accordo di dominante ( V ) >> accordo di sottodominante ( IV )
accordo di dominante ( V ) >> accordo di mediante ( III )
accordo di dominante ( V ) >> accordo di sopratonica ( II )

Come si puo’ intuire dal suo nome serve ad “ingannare” l’orecchio, facendo credere prossima una conclusione sulla tonica e cadenzando, appunto, su un altro grado, in prevalenza il VI. Particolare attenzione va rivolta alla successione V >> III, dove il III viene armonizzato allo stato fondamentale, e non in primo rivolto: in questa seconda ipotesi, infatti, costituirebbe una cadenza imperfetta. Spesso a tali tipi di cadenze viene associato un cambio di timbro tramite diversa strumentazione o tecnica esecutiva.

Non è raro trovare, nella successione V >> VI, tra i due accordi una dominante del VI come accordo di passaggio; cio’ non modifica né la sonorità della cadenza né il senso della tonalità.
L’utilizzo di una cadenza d’inganno verso la parte conclusiva di un brano serve a ritardare l’arrivo della cadenza di chiusa aumentando la tensione e l’interesse musicale, lasciando inoltre spazio al compositore per un’ulteriore elaborazione melodica.

CADENZA FRIGIA

E’ costituita dalla successione

accordo di sottodominante ( IV6 ) >> accordo di dominante ( V )

Tipicamente barocca, viene considerata come una cadenza di chiusa utilizzata nel modo minore al termine di una sezione lenta. Spesso ad esso segue un movimento veloce, senza pause, nella stessa tonalità.

L’impropria definizione di frigia deriva dal movimento di semitono al basso, di derivazione quattrocentesca.

SEMICADENZA o CADENZA ALLA DOMINANTE

E’ costituita dalle successioni

accordo di tonica ( I ) >> accordo di dominante ( V )
accordo di sopratonica ( II ) >> accordo di dominante ( V )
accordo di sottodominante ( IV ) >> accordo di dominante ( V )
accordo di sopradominante ( VI ) >> accordo di dominante ( V )

le quali, come potete notare, portano tutte alla dominante: ne consegue una naturale cadenza, spesso dopo un certo sviluppo melodico (cadenza strumentale) talvolta improvvisato, che riporti alla tonica.

CONCLUSIONI

Certamente non troverete qui sopra, in un rapido sguardo alle possibili cadenze armoniche disponibili nell’armonia classica, un prospetto esauriente di tutte le combinazioni accordali: ho cercato semplicemente di darvi gli strumenti per poter lavorare con i “segni di interpunzione musicali” alla base dell’armonia, indispensabili per l’intelligibilità del discorso ed ancora al giorno d’oggi ampiamente utilizzati nella maggior parte della musica di consumo, nel jazz, nella fusion, nel rock, nella world music ed in tantissimi altri ambiti. Se poi il vostro estro compositivo vi porterà a riproporre in musica quello che in letteratura è il “flusso di coscienza”, ben venga, i vostri lavori saranno più che benvenuti su queste pagine! Ma ricordatevi che la base di ogni lavoro musicale, sia esso il più atonale ed estremo sul versante compositivo, è proprio il materiale trattato in questa lezione, chiave per la comprensione delle regole che governa(va)no l’armonia tonale classica.

E ricordatevi che le regole vanno conosciute per essere infrante.

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